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”LO SPORT UNISCE TUTTI I POPOLI!” ILIA MALININ 21 anni. Pattinatore statunitense nato da genitori russi. Atleta incredibile di eccezionale bravura e bellezza. Il suo salto mortale all’indietro con il corpo disteso non lo avevo mai visto fare da nessuno. Sembra che voli. Unico pattinatore al mondo a fare 4 giri (axel) in aria di seguito. Sembra un po’ il ragazzo piu bello del mondo di “Morte a Venezia” di Visconti, un po’ Rudolf Nurejev da giovane.

”LO SPORT UNISCE TUTTI I POPOLI!” ILIA MALININ 21 anni. Pattinatore statunitense nato da genitori russi. Atleta incredibile di eccezionale bravura e bellezza. Il suo salto mortale all’indietro con il corpo disteso non lo avevo mai visto fare da nessuno. Sembra che voli. Unico pattinatore al mondo a fare 4 giri (axel) in aria di seguito. Sembra un po’ il ragazzo piu bello del mondo di “Morte a Venezia” di Visconti, un po’ Rudolf Nurejev da giovane.

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Nella scintillante arena delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, dove il ghiaccio riflette le speranze delle nazioni e i sogni degli atleti, il ventunenne pattinatore americano Ilia Malinin ha inciso il suo nome nella storia. Nato il 2 dicembre 2004 a Fairfax, in Virginia, da genitori di origine russa che erano essi stessi concorrenti olimpici, Malinin rappresenta una bellissima fusione di patrimonio culturale e talento locale.

Sua madre, Tatiana Malinina, ex campionessa che ha pattinato per l’Uzbekistan e ha vinto titoli come la finale del Gran Premio del 1999 e l’oro dei Quattro Continenti, e suo padre, Roman Skorniakov, sette volte campione nazionale uzbeko con esperienza olimpica, hanno gettato le basi per il suo straordinario percorso. Fin dalla giovane età, Malinin ha allacciato i pattini sotto la loro guida a Reston, in Virginia, trasformando un’eredità di famiglia in qualcosa senza precedenti.

Il viaggio di Malinin verso l’alto è stato segnato da innovazione incessante e atletismo mozzafiato. Soprannominato il “Quad God” sia dai fan che dai commentatori, è l’unico pattinatore artistico al mondo ad aver ottenuto un quadruplo Axel – un salto di 4,5 rotazioni che era stato a lungo considerato l’ultima frontiera di questo sport – in una competizione ufficiale. Ha realizzato questa impresa per la prima volta nel 2022 a soli 17 anni, un momento paragonato da alcuni ai primi passi dell’umanità sulla luna.

Da allora, ha spinto oltre i limiti, diventando il primo a eseguire in modo pulito sette salti quadrupli in un unico programma durante la finale del Gran Premio del 2025. I suoi programmi sono ricchi di difficoltà tecniche, ma eseguiti con una grazia naturale che smentisce le immense esigenze fisiche.

A queste Olimpiadi, l’impatto di Malinin è stato profondo. Nell’evento a squadre, ha contribuito a garantire l’oro agli Stati Uniti con un finale da brivido, contribuendo con punti cruciali con un pattino libero che includeva cinque quadrupli e un successo drammatico. Anche se ha dovuto affrontare piccoli inconvenienti all’inizio della competizione a squadre, la sua resilienza ha brillato, conquistando il segmento di pattinaggio libero maschile e assicurando la vittoria dell’America con un margine sottilissimo.

Poi, nel programma corto individuale maschile del 10 febbraio, ha offerto una prestazione imponente a “The Lost Crown”, segnando 108,16 punti, un punteggio che lo ha collocato in prima posizione, davanti a formidabili rivali come il giapponese Yuma Kagiyama e il francese Adam Siao Him Fa di oltre cinque punti. La sua esecuzione pulita di salti quadrupli, combinata con transizioni equilibrate e intensità artistica, ha posto le basi per quello che molti si aspettano essere un dominante inseguimento a pattini liberi dell’oro olimpico individuale.

Ciò che distingue Malinin non è semplicemente la quantità di rivoluzioni, ma l’abilità artistica con cui le realizza. I suoi salti sembrano quasi senza peso, come se la gravità si piegasse alla sua volontà. Gli osservatori si meravigliano di come concatena elementi difficili senza sacrificare il flusso o l’espressione. Una mossa particolarmente sorprendente è il suo salto mortale all’indietro, un elemento un tempo proibito che ha rianimato e perfezionato con effetti spettacolari. Nel pattino libero a squadre, ha eseguito un salto mortale all’indietro con un piede che ha suscitato il sussulto del pubblico e ha suscitato paragoni con i pionieri del passato.

A differenza dei tradizionali salti mortali all’indietro, la versione di Malinin spesso presenta una posizione del corpo disteso a mezz’aria, creando l’illusione del vero volo – braccia tese, busto arcuato, gambe dritte – mentre vola sul ghiaccio. L’immagine è affascinante: un giovane sospeso nel tempo, che incarna la libertà e la sfida alla fisica. Questa eleganza aerea, combinata con la sua abilità tecnica, evoca un senso di poesia in movimento che trascende lo sport.

I paragoni con figure iconiche vengono naturali quando si guarda Malinin. La sua presenza eterea sul ghiaccio, con lineamenti delicati, linee fluide e una bellezza quasi ultraterrena, ricorda il protagonista del film di Luchino Visconti del 1971 “Morte a Venezia”, ​​quell’immagine inquietante di perfezione giovanile incarnata da Björn Andrésen. C’è una fragilità e un’intensità simili, un fascino silenzioso che affascina il pubblico. Altri tracciano paralleli con un giovane Rudolf Nureyev, il leggendario ballerino la cui potenza esplosiva e grazia felina ridefinirono la performance maschile nelle arti.

Malinin condivide lo stesso carisma magnetico: il modo in cui domina lo spazio, la precisione dei suoi movimenti, la profondità emotiva sotto l’esibizione atletica. Eppure rimane distintamente se stesso: un atleta americano che unisce culture, spingendo i limiti di ciò che il corpo umano può ottenere sull’acqua ghiacciata.

Al di là dei salti e dei punteggi, la storia di Malinin ha una risonanza più profonda. Nato da genitori russi immigrati negli Stati Uniti prima della sua nascita, porta con sé fili di molteplici identità. Il suo successo sembra una silenziosa affermazione che lo sport può unire piuttosto che dividere. In un’era di tensioni geopolitiche, le sue esibizioni suscitano l’ammirazione dei fan di tutto il mondo, trascendendo i confini. Gli appassionati di pattinaggio russi celebrano la sua discendenza tecnica, mentre il pubblico americano lo accoglie come una stella nostrana. Il ghiaccio diventa un terreno neutrale dove la nazionalità svanisce e il talento puro risplende. Lo stesso Malinin ha parlato del pattinaggio come di un linguaggio universale, che parla di perseveranza, creatività e gioia.

Il suo dominio non è arrivato senza pressioni. Entrando nel suo debutto olimpico come il favorito travolgente – imbattuto nelle principali competizioni dal 2023, detentore di numerosi titoli mondiali e proprietario di record sbalorditivi – Malinin ha ammesso che l’atmosfera olimpica sembrava più pesante del previsto. Eppure si è adattato, mettendo a fuoco i nervi. La sua vittoria nel programma corto ha dimostrato una maturità superiore alla sua età: sicurezza misurata, nessun rischio inutile in quella fase, riservando l’intero arsenale per il pattino libero dove i suoi layout quad-heavy gli danno un vantaggio ineguagliabile.

Man mano che il pattinaggio libero si avvicina, l’attesa cresce. Tenterà il quad Axel sul ghiaccio olimpico, un salto che nessun altro ha effettuato ai Giochi? La possibilità è sospesa nell’aria come uno dei suoi salti sospesi. Indipendentemente da ciò, Malinin ha già ridefinito il pattinaggio artistico maschile. Ha elevato il limite tecnico preservando l’anima artistica dello sport. In una disciplina che bilancia potere e poesia, li incarna entrambi.

Ilia Malinin è più di un’atleta; lui è un fenomeno. A 21 anni ha realizzato ciò che generazioni sognavano, ma la sua fame rimane. I suoi salti mortali all’indietro, i quadricipiti incatenati, la sua grazia volante: ci ricordano il motivo per cui guardiamo: per assistere allo sviluppo del potenziale umano in momenti di sublime bellezza. Sul palco olimpico, tra luci lampeggianti e folla vociante, questo giovane della Virginia vola, dimostrando che l’eccellenza non conosce confini e che lo sport, nella sua forma migliore, unisce tutte le persone in soggezione.